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	<title>faita &#8211; Il Giornale del Turismo</title>
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		<title>Federalberghi e Faita rinnovano il contratto collettivo nazionale di lavoro, tutte le novità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 06 Jul 2024 09:19:10 +0000</pubDate>
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<p>“Per circa tre anni &#8211; sottolinea Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi &#8211; le parti sociali hanno dovuto conferire priorità alla gestione dell’emergenza, per tutelare la sopravvivenza delle imprese e dei posti di lavoro. Oggi, con un mercato che è tornato in condizioni di normalità, possiamo finalmente volgere lo sguardo al futuro, concentrando l’attenzione sulle misure che sostengono lo sviluppo”.</p>
<p>“Questo accordo &#8211; prosegue il presidente degli albergatori italiani &#8211; realizza il giusto equilibrio tra le esigenze dei lavoratori e quelle delle imprese, sia sul versante economico sia su quello normativo. Mi piace, in particolare, sottolineare che le parti, oltre a definire lo sviluppo delle retribuzioni per i prossimi quattro anni, hanno investito su un pacchetto di istituti volti a rendere più attrattivo il lavoro nel turismo, tra cui spiccano le soluzioni in favore delle donne e dei giovani, di strategica importanza per un settore in cui il 55% degli occupati è di sesso femminile e il 48% dei lavoratori ha meno di quarant’anni.”</p>
<p>“E’ un ottimo modo &#8211; conclude Bocca &#8211; per augurare buon lavoro agli imprenditori e ai lavoratori del turismo, che si apprestano ad affrontare un periodo di intenso impegno, al servizio delle decine di milioni di turisti, italiani e stranieri, che trascorreranno le vacanze estive nel nostro paese.”</p>
<p>Il CCNL si applica ai lavoratori occupati in alberghi, villaggi turistici, campeggi, porti turistici, ostelli, bed and breakfast e, più in generale, in tutte le attività turistico ricettive italiane, alberghiere ed extralberghiere nonché alle attività annesse alle stesse, quali centri congressi, stabilimenti termali, stabilimenti balneari, bar, ristoranti, etc.</p>
<p>La sfera di applicazione comprende 28.000 aziende, in cui sono occupati circa 290mila lavoratori, che diventano 410 mila durante il periodo estivo.</p>
<p>Secondo i dati del CNEL, il CCNL che è stato rinnovato da Federalberghi e Faita è di gran lunga il contratto collettivo più rappresentativo nel comparto turistico ricettivo, essendo applicato a più dell’81% dei lavoratori dipendenti (la quota residua è polverizzata tra altri diciotto contratti minori).</p>
<p>Il nuovo contratto sarà in vigore sino al 31 dicembre 2027, con un primo aumento salariale pari a 70 euro, che sarà pagato con la retribuzione del mese di luglio 2024. Sono previste ulteriori 4 rate, che determineranno un aumento complessivo di 200 euro.</p>
<p><strong>Le principali novità previste dall’accordo<br />
</strong>La classificazione del personale è stata aggiornata, con lo sguardo rivolto all’innovazione e alla digitalizzazione e la creazione di nuove figure con competenze in materia di controllo di qualità, pricing, revenue, digital marketing, reputation e social media.</p>
<p>Un focus specifico riguarda il wellness e le terme, con le nuove figure di coordinatore della spa, dietista, personal trainer, operatore di assistenza termale e addetto al centro benessere.</p>
<p>Sono stati definiti dei percorsi di carriera per i giovani che entrano in azienda, prevedendo il passaggio al livello superiore dopo quindici mesi di servizio sia per gli addetti al food and beverage (commis di cucina, sala, bar, etc.) sia per gli addetti all’animazione.</p>
<p>Grande attenzione anche per le donne, che costituiscono il 55% delle persone occupate nel settore. Sono stati irrobustiti i trattamenti spettanti ai genitori durante i periodi di congedo obbligatorio e facoltativo, con effetti positivi su tredicesima, quattordicesima, ferie e permessi. Per le donne vittime di violenza, i tre mesi di congedo previsti dalla legge saranno raddoppiati grazie all’intervento del datore di lavoro.</p>
<p>Il contratto conferisce attuazione alle norme di legge concernenti i contratti a termine di durata superiore ai dodici mesi, che saranno utilizzabili in occasione dei grandi eventi, a partire dal Giubileo del 2025 e dalle Olimpiadi invernali 2026.</p>
<p>A livello aziendale, potranno essere definiti percorsi di reinternalizzazione degli appalti, con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio offerto alla clientela e aumentare la stabilità dei rapporti di lavoro.</p>
<p>Tra gli indicatori che la contrattazione di secondo livello potrà utilizzare per l’assegnazione dei premi di risultato, oltre ai classici parametri economici correlati a incrementi di produttività, competitività, qualità, redditività, efficienza e innovazione, entra in gioco il giudizio della clientela, misurato con il tasso di fidelizzazione e le recensioni certificate.</p>
<p>L’accordo ha integrato il contributo destinato ai fondi di assistenza sanitaria integrativa di categoria (FAST e Qu.A.S), con l’obiettivo di offrire ai lavoratori del settore una rete di protezione sempre più efficace.</p>
<p>Le parti, inoltre, hanno rivolto congiuntamente un appello al Ministero dell’Economia e delle Finanze e al Ministero del Turismo per chiedere la revisione del trattamento fiscale applicato all’alloggio che le imprese turistico ricettive forniscono ai lavoratori stagionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Indagine Faita Federcamping-Ciset: turismo open air protagonista dell’estate</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jun 2023 10:53:47 +0000</pubDate>
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Secondo una indagine congiunturale condotta nel mese di maggio da FAITA-Federcamping e CISET-Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica, su un campione rappresentativo di campeggi e villaggi turistici italiani, a fine stagione si dovrebbe registrare una crescita del 3,7% degli arrivi (pari a 390.000 ospiti, italiani e stranieri) e del 3% delle presenze (pari a 2 milioni). Se la stima si confermerà gli arrivi totali raggiungeranno i 10,9 milioni per circa 67 milioni di presenze (nel 2022, anno record per il settore, si erano registrati 10,5 milioni di arrivi e 65 milioni di presenze). In particolare l’indagine ha rilevato che a maggio 2023 le prenotazioni di turisti stranieri sono già a +1,9% rispetto allo stesso mese del 2022, mentre le prenotazioni italiane restano pressochè stabili con un +0,1%. Questo nonostante le instabili condizioni meteorologiche, l’aumento dei tassi di interesse deciso dalla BCE e dell’inflazione abbiano sicuramente influito sulle decisioni degli ospiti e sulla tempistica di prenotazione. La finestra di prenotazione media è di circa 2,2 mesi per gli stranieri e di 2,4 mesi per gli italiani. Ciò significa che oltre il 70% dei turisti internazionali che hanno prenotato entro maggio soggiorneranno nelle strutture tra giugno ed agosto, mentre gli italiani saranno concentrati tra luglio ed agosto. Il dato rileva come siano soprattutto i tedeschi ad alimentare le prenotazioni attuali, seguiti da olandesi, italiani, svizzeri ed austriaci e francesi, quest’ultimi pressoché a pari merito. Quanto alle destinazioni ci sarà un forte ritorno al mare, che risulta la scelta più gettonata, con aumento del +2,7% delle prenotazioni straniere e del +1,7% di quelle italiane. In pole position, per gli stranieri, le destinazioni del Nord Est (+4,5%), con il Veneto in testa, e quelle del Sud Italia (+2,2%), in particolare la Sardegna, mentre gli italiani preferiranno soprattutto le località del Centro Italia (+5,3%), con la Toscana. Buone le prenotazioni dall’estero anche sui laghi, in particolare il Garda, rimangono invece stabili in montagna. In flessione “fisiologica”, invece, le prenotazioni degli italiani in entrambe queste destinazioni. Il trend positivo stimato dagli operatori, a fronte di una leggera riduzione nella durata media del soggiorno vede in espansione anche il fatturato (+3,2%), sostenuto sia dalla crescita della domanda che dall’aumento delle tariffe dichiarato soprattutto dagli operatori del lago e del mare (in media, intorno al +10%), operato per far fronte all’incremento dei costi, in primis quelli energetici. Coerentemente con l’andamento attuale delle prenotazioni, le imprese più ottimiste sull’estate 2023 sono quelle delle località balneari, che prevedono una crescita superiore al +4% della domanda e di quasi il +5% per il fatturato, mentre dal punto di vista geografico i campeggi e villaggi del Centro Italia, dove l’aumento atteso di flussi è tra il +7% e +8% mentre del fatturato del +4,7%. Naturalmente, tutto dipenderà anche dall’evoluzione delle condizioni climatiche, che nel 2022 erano state eccezionalmente positive. Secondo Alberto Granzotto Presidente di FAITA-Federcamping: “Le previsioni evidenziano la vivacità e la rilevanza di un comparto con strutture e servizi all’altezza delle aspettative della clientela sempre più alla ricerca di una modalità di vacanza a più stretto contatto con la natura. Gli investimenti realizzati negli ultimi anni dalle nostre imprese in materia di sostenibilità ed accessibilità, garantiscono questa perfetta rispondenza alla domanda, avvicinando inoltre al mondo dell’Open Air nuove fasce di ospiti. Per mantenere la competitività a livello internazionale il comparto necessita in questo momento di un’attenzione specifica e adeguata da parte delle Istituzioni: in materia di demanio, per le particolari specificità delle Imprese turistico ricettive nell’utilizzo e nella valorizzazione delle aree demaniali naturali, residuali e parziali; nelle modalità di installazione dei mezzi mobili di pernottamento, per le proprietà intrinseche di tali attrezzature quali forma di ricettività sostenibile, accessibile e a zero consumo di suolo.</p>
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		<title>Parti sociali del turismo chiedono interventi urgenti per salvaguardare imprese e posti di lavoro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 13:59:36 +0000</pubDate>
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<p>&#8211; il protrarsi delle conseguenze negative dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 sul settore turismo, sia per quanto riguarda la domanda di servizi turistici, sia con riferimento alle condizioni economico-finanziarie delle imprese;</p>
<p>&#8211; le conseguenze negative sui flussi turistici attuali e, verosimilmente, prospettici della situazione politica internazionale, sia con riferimento agli eventi bellici in Ucraina, sia per quanto riguarda le tensioni in estremo oriente;</p>
<p>&#8211; i rincari della componente energetica registrati a partire dall’ultimo trimestre del 2021, che ad oggi hanno portato il costo delle utenze a un livello insostenibile per le imprese turistiche e che, peraltro, è destinato in via prospettica a peggiorare ulteriormente.</p>
<p>Le parti sociali, nell’evidenziare il rischio di una riduzione marcata dell’attività delle imprese ad apertura annuale e di una chiusura anticipata e/o di una ritardata o mancata riapertura delle imprese stagionali, con possibili rilevanti conseguenze sui livelli occupazionali già gravemente impattati dagli effetti della crisi pandemica, chiedono:</p>
<p>&#8211; la definizione di misure adeguate e specifiche ai fini della salvaguardia occupazionale assicurando in tal senso risorse per il finanziamento di ammortizzatori sociali in deroga in favore di lavoratori diretti ed indiretti del settore turismo in forza presso imprese costrette a ridurre o a sospendere temporaneamente l’attività per una o più delle cause sopra evidenziate, senza oneri aggiuntivi a carico dei datori di lavoro;</p>
<p>&#8211; il potenziamento del quadro di agevolazioni per l’attività delle imprese turistiche connesse ai quadri emergenziali sopra delineati (pandemia, eventi bellici, energia);</p>
<p>&#8211; la concessione di uno sgravio contributivo in relazione ai lavoratori del settore turismo, per il periodo in cui gli stessi non vengono interessati dal ricorso agli ammortizzatori sociali e proseguono l’attività in regime di tutela occupazionale, nonostante la sfavorevole congiuntura economica.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Federalberghi Faita e Assonat intervengono sulla riforma delle concessioni demaniali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 May 2022 15:52:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="900" height="409" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2021/03/Bernabo-Bocca-e1671703316344.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2021/03/Bernabo-Bocca-e1671703316344.jpg 900w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2021/03/Bernabo-Bocca-e1671703316344-300x136.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2021/03/Bernabo-Bocca-e1671703316344-768x349.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div>“Occorre salvaguardare le peculiarità di alberghi, villaggi, campeggi, porti e approdi turistici e scongiurare il rischio che la fretta induca a fare di tutta l’erba un fascio”. Con queste parole, Federalberghi, Faita Federcamping e Assonat, organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle tre categorie, intervengono nel dibattito sulla riforma delle concessioni demaniali ad uso turistico ricreativo. “Comprendiamo [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="900" height="409" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2021/03/Bernabo-Bocca-e1671703316344.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2021/03/Bernabo-Bocca-e1671703316344.jpg 900w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2021/03/Bernabo-Bocca-e1671703316344-300x136.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2021/03/Bernabo-Bocca-e1671703316344-768x349.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></div><p>“Occorre salvaguardare le peculiarità di alberghi, villaggi, campeggi, porti e approdi turistici e scongiurare il rischio che la fretta induca a fare di tutta l’erba un fascio”.</p>
<p>Con queste parole, Federalberghi, Faita Federcamping e Assonat, organizzazioni nazionali maggiormente rappresentative delle tre categorie, intervengono nel dibattito sulla riforma delle concessioni demaniali ad uso turistico ricreativo.</p>
<p>“Comprendiamo le ragioni espresse dal Presidente del Consiglio, che ha sottolineato la necessità di velocizzare l’iter del disegno di legge per la concorrenza e il mercato. Ma proprio perché condividiamo l’esigenza di fare finalmente chiarezza sulla materia, riteniamo necessario mettere a fuoco le priorità e tener conto delle differenze che intercorrono tra le diverse categorie di attività che si svolgono sulle aree demaniali”.</p>
<p>“Insieme alle altre associazioni di rappresentanza, sosteniamo con forza l’esigenza di tutelare tutti i concessionari uscenti e di prevedere un congruo indennizzo nei casi in cui la concessione non venga rinnovata”.</p>
<p>“Allo stesso tempo, riteniamo che debba essere rivolta una considerazione particolare ai casi in cui l’attività svolta su suolo in concessione è connessa con un’altra attività svolta su suolo privato, come accade per le spiagge che ospitano i clienti delle strutture ricettive prospicienti o comunque collegate con le strutture stesse. Si tratta di imprese che, se venissero private della concessione, subirebbero una mutilazione doppia, che non potrebbe essere compensata dall’assegnazione di una nuova area in altra posizione. Ulteriori particolarità riguardano le aziende che gestiscono una pluralità di strutture (per le quali è necessaria una spiaggia per ogni albergo o campeggio) e le aziende di più grandi dimensioni (che necessitano di spiagge di dimensioni adeguate alla capacità ricettiva”.</p>
<p>“Altrettanto peculiare è la realtà rappresentata dai concessionari che realizzano e gestiscono le infrastrutture dedicate all&#8217;ormeggio con finalità turistico ricreative di unità da diporto (Porti turistici, Approdi e Punti di ormeggio ). Auspichiamo che l&#8217;affidamento delle concessioni avvenga sulla base di procedure di evidenza pubblica e nel rispetto dei principi di imparzialità, trasparenza, adeguata pubblicità dell&#8217;avvio della procedura e del suo svolgimento e completamento e, nel caso di rinnovi, valorizzando l&#8217;esperienza tecnica e professionale già acquisita in relazione alle attività del diporto, gli investimenti effettuati, la stabilità occupazionale e la continuità delle attività economiche, definendo criteri uniformi per la quantificazione dell&#8217;indennizzo da riconoscere al concessionario uscente, posto a carico del concessionario subentrante, in ragione dei predetti criteri e del valore aziendale dell&#8217;impresa.”</p>
<p>“Federalberghi, Faita e Assonat chiedono pertanto che il processo di riforma della materia definisca dei parametri ad hoc per le diverse categorie di imprese titolari di concessioni demaniali, prevedendo altresì che, in caso di mancato rinnovo della concessione, l’indennizzo venga commisurato al danno complessivo che la mutilazione infligge all’impresa”.</p>
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		<title>Le associazioni del turismo all&#8217;aria aperta: Governo e Parlamento ignorano campeggi e villaggi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2020 09:10:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[assitai]]></category>
		<category><![CDATA[Assocamping]]></category>
		<category><![CDATA[faita]]></category>
		<category><![CDATA[Open air]]></category>
		<category><![CDATA[turismo aria aperta]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="800" height="500" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/04/assocamping-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/04/assocamping-3.jpg 800w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/04/assocamping-3-300x188.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/04/assocamping-3-768x480.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div>&#8220;Ancora oggi, dopo decenni di studi e di dichiarazioni pubbliche, la politica italiana sembra ignorare il comparto del Turismo en plein air. Secondo settore ricettivo nazionale, primo settore open d’Europa: 150.000 addetti, 10 milioni di turisti per 70 milioni di presenze, ed un fatturato di 5 miliardi di euro, espressi dall’open air nel 2019. Se si [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="800" height="500" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/04/assocamping-3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/04/assocamping-3.jpg 800w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/04/assocamping-3-300x188.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/04/assocamping-3-768x480.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div><p style="text-align: justify;">&#8220;Ancora oggi, dopo decenni di studi e di dichiarazioni pubbliche, la politica italiana sembra ignorare il comparto del Turismo en plein air. Secondo settore ricettivo nazionale, primo settore open d’Europa: 150.000 addetti, 10 milioni di turisti per 70 milioni di presenze, ed un fatturato di 5 miliardi di euro, espressi dall’open air nel 2019. Se si aggiunge che anche nell’ottica di sostegno al settore turistico e rilancio delle attività produttive è prevalsa la medesima visione limitata che ha escluso gli emendamenti presentati dall’unica modalità turistica sostenibile presente sul nostro mercato, il quadro si aggrava e si definisce più chiaramente&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Così le associazioni di categoria ASSITAI Confindustria, FAITA Confcommercio e ASSOCAMPING Confesercenti in una nota congiunta</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Si tratta di emendamenti necessari &#8211; continuano le associazioni &#8211; per il sostegno di un comparto che può e vuole contribuire alla ripresa economica del settore turistico nazionale: non è stata riconosciuta la possibilità di avere il contributo a fondo perduto per i mesi di marzo, aprile e maggio; non è stata riconosciuta la possibilità di usufruire del credito d&#8217;imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d&#8217;azienda indipendentemente dal volume di ricavi e compensi registrato nel periodo d&#8217;imposta precedente; non sono stati previsti gli incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli elettrici; non è stata integrata la norma prevista per le esenzioni dall’imposta municipale propria-IMU&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Le Federazioni hanno presentato un’istanza, tra gli altri, ai Ministri del Turismo, dell’Economia e dello Sviluppo economico ed ai Presidenti dei gruppi parlamentari di Camera e Senato stigmatizzando l’accaduto, chiedendo che siano presentati, discussi ed accolti in aula gli emendamenti essenziali per la sopravvivenza ed il rilancio del settore ricettivo open air.</p>
<p style="text-align: justify;">Assitai, Faita e Assocamping chiedono inoltre l’immediata convocazione dei rappresentanti del turismo all’aria aperta al tavolo di crisi del turismo istituito presso il MiBACT, per superare una visione parziale e riduttiva della ricettività turistica che nella migliore delle ipotesi è determinata da una scarsa conoscenza del settore turistico nazionale, delle sue articolazioni ed, in definitiva, delle sue caratteristiche di diversificazione dell’offerta che ne costituiscono un punto di forza da valorizzare.</p>
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