Piloti, attenzione a dipendenti Alitalia in Cigs

“Pur consapevoli della grave situazione economica nazionale ed internazionale, la scrivente Associazione Professionale esprime la massima preoccupazione derivante dalle ipotizzate modifiche al vigente sistema previdenziale diffuse a mezzo stampa, con particolare riguardo alla situazione dei dipendenti di Alitalia Lai (azienda posta in amministrazione controllata) collocati in Cigs ‘a zero ore’ dal 9 dicembre 2008 e con particolare riferimento alla condizione dei piloti già di per sé estremamente penalizzante a causa dell’inaudito deperimento professionale ed attitudinale rappresentato dalla scadenza di licenze ed abilitazioni aeromobili, che deriva dalla pedissequa applicazione della legge 166/2008.Un timore, quest’ultimo, che va ad aggiungersi alle preoccupate osservazioni esternate da tutte le rappresentanze dei lavoratori nelle diverse occasioni di incontro avute con le competenti Commissioni Parlamentari”. È quanto scrive l’Unione Piloti in una lettera aperta inviata alle istituzioni. “Occorre ricordare che la recente manovra finanziaria, nonostante le numerose rassicurazioni ricevute in sede istituzionale, ha di fatto prolungato i termini di raggiungimento dei requisiti minimi per maturare il diritto alla pensione d’anzianità: aspetto, quest’ultimo, che è stato tra gli altri fattore discriminante in questi 30 mesi per l’eventuale riassunzione in Alitalia-Cai del personale navigante posto in Cigs.Vale la pena, inoltre, considerare la condizione di chi, oramai generazionalmente fuori dal mercato del lavoro e pur avendo accettato ob torto collo un provvedimento che al termine del periodo di Cigs/mobilità lo avrebbe quantomeno accompagnato alla finestra pensionistica, si troverebbe sprovvisto di qualsiasi forma di sostentamento nel caso di un’intervenuta modifica delle regole previdenziali relative ad ‘anzianità’ e/o ‘vecchiaia’ – continua l’Up – Se venisse meno quell’aspetto di tutela posto alla base del ‘Lodo Letta’, e conseguentemente della legge 166/2008, in funzione del quale si auspica e si rende necessario il rientro in azienda, con contratto a tempo indeterminato, del maggior numero possibile di cassaintegrati, ne conseguirebbe che un ulteriore numero di assistenti di volo, di piloti e comandanti andrebbe ad aggiungersi al già cospicuo gruppo formato dai colleghi sprovvisti del requisito minimo previdenziale già all’entrata in vigore del provvedimento”, conclude l’Unione Piloti.