È crisi profonda per l’industria turistica tunisina, uno dei pilastri dell’economia del Paese che, nei primi nove mesi dell’anno rispetto al 2010, ha fatto registrare un arretramento del 34,4% nelle entrate, attestandosi su 3.589.000 presenze. I dati sono stati forniti da Habib Ammar, direttore generale dell’Ufficio nazionale del Turismo che ha reso noto che gli introiti della tasse del settore sono calate del 38,5% nel periodo da gennaio a settembre, quando i pernottamenti hanno registrato un calo del 42,6%. La crisi ha avuto come conseguenza la perdita di circa 22.000 posti di lavoro, dei quali 3.000 stabili, dopo la chiusura di 24 strutture alberghiere (che offrivano 7.500 letti).
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