La Tunisia prova a rilanciare il turismo finora crollato, solo per quanto riguarda i visitatori italiani, del 63% rispetto allo scorso anno. Lo fa con il supporto dell’Omt, l’Organizzazione mondiale del turismo che ha tenuto proprio e non caso a Tunisi, ieri, la sua quarta conferenza internazionale. Dopo la tragedia dell’Airbus russo è difficile parlare di un momento di svolta per l’area, ma il Governo tunisino intende fare di tutto per rassicurare quanti vogliono visitare il Paese. “La sicurezza del Paese è la nostra maggiore preoccupazione. Gli accordi bilaterali con Usa, Francia, Algeria e le misure predisposte negli aeroporti e negli alberghi stanno rendendo il Paese sempre più sicuro”, ha sostenuto la ministra del Turismo Salma Elloumi Rekik con un appello al mondo affinché torni, senza paura, a visitare questa terra. Il fatto è che il turismo pesa per oltre il 7% del Pil tunisino, garantisce lavoro a 400.000 persone ed è, insieme all’agricoltura, l’unica grande risorsa che permette all’economia di crescere. Gli ingressi di turisti dall’Europa nel 2014 erano stati circa 2,6 milioni. Dall’inizio del 2015 ammontano in tutto a 1,3 milioni. Solo nel 2010, 325.000 italiani avevano visitato la Tunisia. Nel 2015, invece, sono stati 73.000. Oltre ad essere sempre stata una meta d’eccellenza per i viaggi grazie a località come Djerba e Hammamet, la Tunisia è anche “l’unica democrazia consolidata nell’area del Nord Africa”, ha fatto notare la ministra del Turismo. Ex donna d’affari, Salma Elloumi ha lavorato nell’impresa di famiglia ed ora la sua missione è quella di permettere al proprio Paese di risalire la china in termini di visibilità. In Italia ha già incontrato alcuni tour operator e ha tentato di cambiare strategia di comunicazione. “Quello che è successo in Tunisia – ha sottolineato – poteva succedere ovunque e infatti è successo anche in Francia. Comprendo le reazioni, ma qui le restrizioni ai flussi hanno avuto un forte effetto sull’economia del Paese e non possiamo permetterlo. L’obiettivo dei terroristi è stato raggiunto: non sopportavano il nostro successo democratico”. Secondo Taleb Rifai, segretario generale dell’Omt, oggi la Tunisia è già sulla strada giusta per il rilancio del turismo perché sta cogliendo i cambiamenti del settore. “Ha capito come
diversificare le sue offerte turistiche e come raccontare il Paese”. L’Agenzia delle Nazioni Unite per il Turismo, infatti, l’ha premiata per il miglior video promozionale sulla destinazione ‘Tunisia I feel
like’ durante la sua ultima assemblea. “La cosa migliore da fare è riconoscere che questo è un momento
difficile e avere una visione del futuro – ha affermato Jalel Henchiri, presidente della federazione degli albergatori di Djerba – La politica ora deve mettere al riparo il settore turistico e le strutture, poi penseremo anche a migliorare la qualità dell’offerta. C’è un altro Paese nel mondo che oggi si può dire più sicuro della Tunisia? Non è possibile rispondere. E’ un tema globale, non tunisino. Se iniziamo a trattare il problema come globale e non locale forse – conclude Henchiri – potremmo arrivare a ridurre drasticamente i rischi”.
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