Il territorio di Padova sconta la crisi, crollo del turismo culturale

Se le città balneari piangono, anche Padova ed i suoi dintorni non ridono. Si pensava che in un’estate torrida, con un’economia sgonfia ed un italiano su tre costretto a rinunciare alle vacanze, l’afflusso a centri culturali, musei ed eventi d’arte sarebbe stato più massiccio. Il confronto tra 2011 e 2012 (e il primo non è stato un anno di vacche grasse) mostra il rosso della crisi a 360 gradi per tutti o quasi i luoghi che esercitano un magnetismo culturale. Ecco il piano nobile del Pedrocchi con il Museo del Risorgimento: da gennaio a luglio le presenze sono state 4.193 contro le 11.294 del 2011, uno scivolone di oltre 7.000 visitatori. Il delta più rilevante nel mese di marzo: 5.886 presenze contro le 668 di quest’anno, raffronto inquinato, però, perché il 17 marzo 2011 l’ingresso era gratuito per il 150° dell’Unità d’Italia. Casa del Petrarca ad Arquà sugli Euganei può far pensare ad una tenuta, ed invece a giugno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente si è andati sotto di 668 visitatori ed a luglio di quasi 800. Mancano i dati di agosto, ma la crisi è già all’acme. Il calo complessivo dell’anno è stato di oltre 1.700 unità. All’Oratorio di San Rocco, in pieno centro storico, il collasso nel confronto annuale è stato di oltre 5.000 visitatori (meno 838 a luglio). Sostanziale tenuta per Loggia ed Odeo Cornaro in via Cesarotti, con l’impressione che il capolavoro del Falconetto sia una destinazione privilegiata soprattutto dagli stranieri. Tagli in negativo anche per l’Oratorio di San Michele sotto la Specola. Anche le visite a Palazzo della Ragione hanno subito un tracollo di oltre 14.000 visitatori tra paganti e gratuiti, ma il confronto diventa positivo per l’anno in corso se si mette in campo l’afflusso per le mostre. Insomma, dipende molto anche dalle rassegne in cartello. “I dati non meritano professione di fede – dice il direttore Aptt Stefan Marchioro – ma indicano un collasso turistico che riguarda gli italiani”. Si prendano tre misure su Padova città da gennaio a giugno: 500.210 presenze nel 2010; 546.622 nel 2011; 550.153 nel 2012. Crescita, dunque, ma se si estrapolano dal totale gli italiani si nota un calo di quasi il 4%. Cresciuti gli stranieri: ad Abano e Padova sono tornati i tedeschi, ma ci sono anche nuovi flussi come indiani, coreani e russi.