Federterme ai sindaci: appello contro la tassa di soggiorno

Una lettera aperta ai sindaci dei comuni termali e al Presidente dell’Associazione nazionale comuni termali (Ancot) è stata inviata dal presidente di Federterme-Confindustria, Costanzo Jannotti Pecci, per segnalare la viva preoccupazione di Federterme (rappresentativa delle 378 strutture termali in Italia) in ordine alle ricadute dell’applicazione della tassa di soggiorno nelle strutture ricettive termali. ”Pur rendendomi conto, infatti, delle pressanti esigenze finanziarie degli enti locali e dei Comuni in particolare – afferma il Presidente di Federterme – che si trovano ad affrontare quotidianamente un insieme crescente di problemi a fronte di risorse sempre limitate, segnalo che, qualora le amministrazioni delle località termali decidessero di avvalersi della facoltà di applicare l’imposizione del tributo in questione, questo determinerebbe, oltre ad una perdita economica secca per tutti gli operatori, anche un’immediata e certa ricaduta negativa per i flussi turistici, in quanto l’aggravio verrebbe immediatamente percepito come iniquo, oltre che dal normale turista, soprattutto da chi si reca alle terme per motivi di salute”. In caso di eventuale scelta in tal senso nell’arco della corrente stagione, Jannotti Pecci prevede che si andrebbe ad incidere in modo illegittimo ed ingiustificato su listini già definiti ed accordi commerciali già chiusi e non modificabili. Il Presidente di Federterme conclude auspicando che “ogni ragionamento sulla specifica iniziativa, debba essere svolta in forma congiunta e debba necessariamente aver riguardo alle imprescindibili esigenze di rilancio e sviluppo del nostro settore, che la norma in questione rischia di frustrare in modo pesante e definitivo, in nome di esigenze di cassa di breve periodo, sacrificando il conseguimento di obiettivi più lungimiranti e, quindi, le prospettive di uscita dalla crisi in atto”.