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	<title>Incoming &#8211; Il Giornale del Turismo</title>
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		<title>A Ostuni l’evento “Gold” annuale di ACI blueteam dedicato ai top client</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Apr 2026 10:29:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="421" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Aci-ostuni-1920-1080-2-002.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" fetchpriority="high" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Aci-ostuni-1920-1080-2-002.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Aci-ostuni-1920-1080-2-002-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div>Dal 18 al 20 aprile 2026 si terrà a Ostuni l’evento “GOLD” annuale di ACI blueteam dedicato ai top Client dei settori moda e lusso, insieme al top Management aziendale e ai Partner d’eccellenza, ITA Airways e VISTA Ostuni, emblema dell’ospitalità di lusso gentile e sostenibile nel panorama pugliese. Più che un tradizionale momento di [&#8230;]]]></description>
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<p>In questo contesto, l’evento diventa anche un momento per riflettere sui temi chiave per il settore: il valore delle competenze e del know-how, la capacità di attivare rapidamente piani di recovery, supportati anche da strumenti tecnologici avanzati, e l’importanza di una comunicazione trasparente e proattiva con i Clienti. Elementi che contribuiscono a definire un modello evoluto di partnership. A distinguere ulteriormente l’approccio di ACI blueteam è la solidità delle relazioni costruite nel tempo con Clienti e Partner, un patrimonio che, soprattutto nei momenti più complessi, permette di individuare soluzioni rapide, efficaci e affidabili.</p>
<p>L’evento sarà anche l’occasione per accogliere ufficialmente il nuovo Presidente di ACI blueteam, Carlo Bagnasco, recentemente nominato e già Presidente dell’Automobile Club Genova.</p>
<p>“La nomina alla Presidenza di ACI blueteam rappresenta per me un motivo di profondo orgoglio. ACI blueteam è una realtà di assoluto prestigio, riconosciuta per la qualità del proprio operato e per la solidità delle relazioni costruite nel tempo. Incontrare Aziende di primo piano che da molti anni rinnovano la loro fiducia nel nostro lavoro è un segnale importante del valore espresso e della credibilità che ACI blueteam ha saputo consolidare. Occasioni come questa consentono di rafforzare un dialogo continuo e costruttivo e di condividere, in un contesto qualificato, una visione comune orientata a uno sviluppo futuro fondato su collaborazione, innovazione e continuità” – dichiara il Presidente.</p>
<p>Il programma dell’evento si sviluppa principalmente in due giornate, pensate per offrire un’esperienza immersiva nel territorio pugliese. Il primo giorno prevede l’arrivo dei partecipanti all’aeroporto di Brindisi con voli ITA Airways e il trasferimento a Ostuni presso il VISTA Ostuni. Nel pomeriggio, gli ospiti esploreranno a bordo di APE Car tradizionali il centro storico della celebre “Città Bianca”, in un percorso guidato tra vicoli e scorci suggestivi. La serata sarà uno dei momenti più iconici dell’evento: una visita privata alle Grotte di Castellana, seguita dallo spettacolo internazionale “Hell in the Cave”, arrivato a oltre 600 repliche, una performance coinvolgente inspirata all’infermo dantesco e in esclusiva per gli ospiti ACI blueteam che unisce teatro, danza e musica in un ambiente naturale unico. A seguire, una cena raffinata nella sala museo del complesso, accompagnata da un intrattenimento musicale. La seconda giornata sarà invece dedicata alla scoperta della Valle d’Itria, con un tour tra le campagne pugliesi a bordo di auto d’epoca cabrio fino a un borgo privato di trulli, dove si pranzerà. In serata, infine, si terrà un’esperienza in una masseria locale con una cena tipica preceduta da un momento conviviale dedicato alla preparazione delle orecchiette, simbolo della tradizione gastronomica locale.</p>
<p>Con queste premesse, l’evento GOLD di ACI blueteam si conferma così non solo come un appuntamento esclusivo, ma come un laboratorio di idee, relazioni e visioni condivise, capace di rafforzare il dialogo tra Aziende e Partner in un momento storico che richiede solidità, competenze e capacità di adattamento.</p>
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		<title>Turismo a Napoli, dai dati alla legalità le cinque criticità segnalate dalle associazioni di filiera</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Apr 2026 15:38:35 +0000</pubDate>
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<p>«Il primo ringraziamento va alla consigliera Iris Savastano, che ha sollecitato con determinazione questa convocazione, e all’assessora Armato per aver accolto la richiesta e aperto le porte a un confronto che non può più essere rinviato», dichiarano le associazioni in una nota congiunta. «Napoli è al centro di una fase di crescita turistica senza precedenti, ma la gestione di questa fase richiede strumenti, dati affidabili, risorse mirate e un coinvolgimento reale degli operatori. Questo consiglio monotematico è un punto di partenza, non di arrivo».</p>
<p>Il primo dei cinque nodi sollevati riguarda l’Osservatorio del Turismo e l’attendibilità dei dati sui flussi. Secondo le associazioni, i numeri diffusi dalle strutture censite a Napoli presentano discrepanze significative rispetto all’esperienza diretta degli operatori del settore, e la distinzione tra turisti – intesi come coloro che pernottano – ed escursionisti – che visitano la città in giornata – rimane insufficientemente definita. Un’opacità che, sottolineano, impedisce qualsiasi programmazione seria e rende difficoltosa la valutazione dell’impatto reale del turismo sulle casse comunali e sulla tenuta dei servizi.</p>
<p>Sul fronte dell’imposta di soggiorno, la posizione delle sigle è netta: gli aumenti successivi del tributo non sono accompagnati da un miglioramento proporzionale dei servizi offerti a cittadini e visitatori. Trasporto pubblico, parcheggi, decoro urbano e contrasto all’illegalità restano criticità irrisolte. «Saremmo i primi a sostenere un’imposizione alta se i servizi funzionassero realmente», si legge nel documento. «Ma il ricavo generato dal turismo non può essere funzionale alla tenuta delle casse comunali: deve tornare al turismo stesso, in forma di servizi e tutela dei luoghi».</p>
<p>Il terzo punto tocca la legalità e la sicurezza nelle aree a maggiore affluenza turistica. Dalle guide abusive ai noleggiatori irregolari, dalle agenzie non autorizzate alle locazioni brevi fuori norma, il quadro descritto dalle associazioni restituisce un tessuto in cui gli operatori regolari faticano a competere con chi opera al di fuori delle regole. L’introduzione del Codice Identificativo Nazionale per le strutture ricettive è considerata un passo avanti, ma le associazioni chiedono che lo stesso principio venga esteso con rapidità anche alle agenzie di viaggio. «Non si tratta di un atto di accusa, ma di una presa d’atto», precisano. «Denunciamo, supportiamo le segnalazioni, ma spesso non conosciamo l’esito delle verifiche».</p>
<p>Sul piano della promozione e della DMO, le associazioni rilanciano la necessità di una programmazione strutturata e di lungo periodo degli eventi cittadini, con un anticipo minimo di dodici-diciotto mesi. «Non si può continuare a comunicare in ritardo e a organizzare in emergenza», osservano. «Serve un calendario unico, condiviso con le associazioni di categoria, capace di rendere Napoli attrattiva in tutte le stagioni e non solo nei mesi di punta». Sulla Destination Management Organization, la rete chiede chiarezza operativa: lo strumento può essere decisivo per la promozione e la destagionalizzazione, a condizione che non svolga attività di vendita e che coinvolga realmente le associazioni turistiche nelle iniziative promozionali.</p>
<p>Il quinto punto, trasversale rispetto ai precedenti, riguarda la formazione professionale dei giovani. Per Uniti per il Turismo, la crescita del comparto turistico napoletano non può prescindere dalla costruzione di competenze adeguate nelle nuove generazioni. L’industria dell’ospitalità, del trasporto, della ristorazione e dei servizi turistici ha bisogno di figure formate, capaci di sostenere un’offerta che pretende di competere a livello internazionale. «Senza un investimento serio nella formazione», si legge nel documento, «rischiamo di avere una domanda in crescita e un’offerta incapace di rispondere con la qualità che il mercato richiede. È un tema che riguarda il futuro stesso della città».</p>
<p>Il documento è stato sottoscritto da Cesare Foà, presidente di Aidit Campania Federturismo, Gianluca Albano, vicepresidente di Advunite, Agostino Ingenito, presidente di ABBAC, Amedeo Conte, presidente di Sistema Trasporti Campania, Marco Locoratolo, coordinatore di Host Italia sezione Napoli, e Roberto Sbrizzi, delegato regionale di F.A.R.E. Campania.</p>
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		<title>La Puglia si esplora in Vespa: ripartono i tour “lenti” di Pugliamare</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 13:03:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="466" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Vespa-Escape-Puglia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Vespa-Escape-Puglia.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Vespa-Escape-Puglia-300x186.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div>Ricominciano i Vespa Escape Puglia, ovvero i tour tra i borghi pugliesi da percorrere in moto. Il progetto, nato lo scorso anno dall’idea del tour operator Pugliamare, permette ai turisti di conoscere la nostra regione e i suoi angoli più autentici, coniugando sostenibilità, piacere della scoperta ed esperienze indimenticabili a bordo di una Vespa. I tour [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="466" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Vespa-Escape-Puglia.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Vespa-Escape-Puglia.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Vespa-Escape-Puglia-300x186.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div><p class="MsoNormal">Ricominciano i Vespa Escape Puglia, ovvero i tour tra i borghi pugliesi da percorrere in moto. Il progetto, nato lo scorso anno dall’idea del tour operator Pugliamare, permette ai turisti di conoscere la nostra regione e i suoi angoli più autentici, coniugando sostenibilità, piacere della scoperta ed esperienze indimenticabili a bordo di una Vespa. I tour sono ricominciati dal 6 aprile e si svolgeranno per tutta la primavera e durante l’estate, dopo il grande successo dello scorso anno.</p>
<p class="MsoNormal">“Quando abbiamo lanciato il progetto non ci aspettavamo una risonanza simile. I visitatori, invece, hanno apprezzato moltissimo la possibilità di percorrere strade anche meno conosciute ma ricche di fascino in cui potersi anche fermare e ammirare il paesaggio. Questa proposta, che vuole essere anche sostenibile, grazie all’utilizzo di Vespe di ultima generazione a basso impatto ambientale, ha come obiettivo quello di portare i turisti a scoprire una Puglia inedita e a godere lentamente delle nostre bellezze. Perché potersi fermare ad ammirare un paesaggio quando si è in moto è sicuramente il valore aggiunto di questa esperienza”, spiega Vanni Lofano, founder di Pugliamare.</p>
<p class="MsoNormal">I tour di Vespa Escape prevedono due itinerari a scelta:<br />
Itinerario 1: &#8220;Borghi e Grotte&#8221; &#8211; Polignano, Conversano e Monopoli<br />
Il viaggio parte da Polignano a Mare, famosa per le sue scogliere mozzafiato, per poi visitare l’Abbazia di San Vito dall’esterno. Il percorso prosegue lungo la suggestiva Costa Ripagnola, con i suoi trulli, il paesaggio iconico tra campagna e mare, e la natura  incontaminata. La seconda tappa è Conversano, per visitare il Castello Aragonese e la Cattedrale romanica. Ma è anche il momento per gustare la focaccia locale all’interno di un panificio storico. Terminata la visita, si prosegue alla volta di Monopoli, nel pittoresco centro storico e lungo il porto antico.</p>
<p class="MsoNormal">Itinerario 2- “Tour Panoramico”: Trulli e campagna con degustazioni ad Alberobello, Locorotondo e Selva di Fasano</p>
<p class="MsoNormal">Questo itinerario offre una giornata ricca di scoperte. Si parte da Polignano a Mare con un percorso costiero spettacolare attraverso le scogliere a picco sul mare prima di dirigersi verso l’entroterra. Ad Alberobello i motociclisti in Vespa potranno ammirare i Trulli e gustare il famoso Panino Pasqualino. Da Alberobello ci si sposta verso uno dei borghi più incantevoli della Puglia e d’Italia: Locorotondo dove i visitatori potranno deliziare i palati con una selezione di prodotti tipici locali. In sella alla Vespa, si riparte per la Selva di Fasano con pausa panoramica mozzafiato sulla Valle d’Itria. Il tour si conclude con il rientro alla base, a Polignano a Mare.</p>
<p class="MsoNormal">“Tutti i percorsi sono stati pensati per raccontare il nostro territorio ed essere protagonisti del viaggio. Sono percorsi divertenti, rilassanti, romantici e indimenticabili &#8211; aggiunge Lofano &#8211; ma hanno anche il pregio di essere totalmente flessibili. I visitatori possono organizzare i loro tour a seconda delle loro esigenze, scegliendo tra percorsi giornalieri o distribuiti su più giorni. Una volta in sella alla moto, con le nostre guide, si possono poi scoprire paesaggi unici al mondo e conoscere operatori locali, piccole aziende del territorio ma anche artigiani, mostre e tutto quello che in quel momento la nostra terra ha da offrire”.</p>
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		<title>Nel cuore della Toscana apre il nuovo Chapter Chianti</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 12:53:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="421" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/CHAPTER-CHIANTI-OUTDOOR-SWIMMING-POOL.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/CHAPTER-CHIANTI-OUTDOOR-SWIMMING-POOL.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/CHAPTER-CHIANTI-OUTDOOR-SWIMMING-POOL-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div>Chapter Chianti aprirà le sue porte a giugno 2026 tra le dolci colline dell’iconica regione del Chianti, in Toscana, a soli 45 minuti da Firenze. La struttura da 82 camere segna la seconda apertura nel portfolio Chapter Italia, sviluppato da Marco Cilia dopo il successo di Chapter Roma nel 2019. Situata all’interno di un villaggio medievale del [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="421" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/CHAPTER-CHIANTI-OUTDOOR-SWIMMING-POOL.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/CHAPTER-CHIANTI-OUTDOOR-SWIMMING-POOL.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/CHAPTER-CHIANTI-OUTDOOR-SWIMMING-POOL-300x168.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div><p>Chapter Chianti aprirà le sue porte a giugno 2026 tra le dolci colline dell’iconica regione del Chianti, in Toscana, a soli 45 minuti da Firenze. La struttura da 82 camere segna la seconda apertura nel portfolio Chapter Italia, sviluppato da Marco Cilia dopo il successo di Chapter Roma nel 2019. Situata all’interno di un villaggio medievale del XVI secolo restaurato e immerso in oltre 40 ettari di natura, la proprietà ridefinisce l’ospitalità italiana introducendo un audace design contemporaneo in uno dei paesaggi più evocativi nel tipico immaginario del nostro paese.</p>
<p>Chapter Chianti offre qualcosa di completamente inaspettato grazie all’intervento del designer sudafricano Tristan Du Plessis, dello studio Studio A, che ha trasformato l’antico borgo in una destinazione che sfida le convenzioni pur rispettando l’heritage locale. Una struttura fortemente orientata al mondo del design che combina l’affidabilità e il comfort di un hotel di livello con la personalità, il calore e la creatività di una struttura indipendente che insieme costituiscono l’anima di Chapter Chianti.</p>
<p>A guidare la proposta culinaria di Chapter Chianti è lo Chef Vincenzo Martella, che porta con sé oltre vent’anni di esperienza nell’alta ristorazione e nell’hôtellerie di lusso. Chef stellato Michelin, Martella porterà il suo approccio contemporaneo alla cucina italiana nei tre ristoranti e bar dell’hotel, dando vita a un programma gastronomico fondato sulla sua filosofia “Roots and Branches” – un equilibrio tra la solidità della tradizione e la creatività dell’evoluzione.</p>
<p>Gli spazi dedicati alla ristorazione sono progettati per essere vivaci, rilassati e adatti a tutte le età, con un focus su gusto, atmosfera e convivialità. Osso, il ristorante di punta ispirato alle tradizionali macellerie e grill house italiane, celebra la cucina toscana a base di carne con un tocco contemporaneo. Il Pool Bar Parasole propone piatti leggeri di ispirazione mediterranea sotto le iconiche pagode di Crema Outdoor, mentre il Main Bar richiama l’energia audace di New York. Aggiungendo un tocco giocoso dal sapore street, Hey Güey — il food truck messicano del gruppo Chapter e già presente anche a Chapter Roma — serve tacos ed empanadas in un’atmosfera casual e vibrante.</p>
<p>La Spa F.A.R.M. Social (Forever A Relaxed Mood) da 500 metri quadrati reinventa il concetto di wellness come esperienza comunitaria. Diversamente dalle spa tradizionali pensate per un ritiro solitario, questo spazio incoraggia la connessione oltre al relax, con bagni turchi, saune, piscine salate, vasche idroterapiche, hammam secco e jacuzzi in un autentico santuario rivestito in travertino.</p>
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		<title>Travel Hashtag a Varsavia: la Polonia mercato in forte crescita per l’Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Apr 2026 12:50:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="496" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Travel-Hashtag-Varsavia-6.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Travel-Hashtag-Varsavia-6.jpeg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Travel-Hashtag-Varsavia-6-300x198.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div>Si è svolta negli spazi del rinomato e suggestivo ristorante italiano San Lorenzo, la prima edizione polacca di Travel Hashtag, il format di networking che nella sua versione B2B è dedicato agli operatori esteri che lavorano con la filiera incoming Italia. Una tappa, la ventisettesima dalla nascita del format nel 2019, che segna l’ingresso ufficiale [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="496" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Travel-Hashtag-Varsavia-6.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Travel-Hashtag-Varsavia-6.jpeg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Travel-Hashtag-Varsavia-6-300x198.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div><p class="MsoNormal">Si è svolta negli spazi del rinomato e suggestivo ristorante italiano San Lorenzo, la prima edizione polacca di Travel Hashtag, il format di networking che nella sua versione B2B è dedicato agli operatori esteri che lavorano con la filiera incoming Italia. Una tappa, la ventisettesima dalla nascita del format nel 2019, che segna l’ingresso ufficiale del progetto nel mercato polacco, confermando la sua vocazione internazionale e la capacità di creare connessioni di valore tra buyer e partner italiani.</p>
<p class="MsoNormal">L’appuntamento, come da tradizione, è stato selettivo e costruito attorno a un gruppo ristretto di professionisti, con l’obiettivo di favorire relazioni autentiche e opportunità concrete in un contesto informale, ma di alto livello. Alla serata hanno partecipato i venticinque buyer più importanti di Varsavia e dintorni, tutti specializzati sulla destinazione Italia, insieme ad alcuni giornalisti travel provenienti dalle principali testate di settore.</p>
<p class="MsoNormal">Al centro dell’incontro, la missione che guida Travel Hashtag sin dalla sua nascita: offrire ai buyer esteri una visione aggiornata, affidabile e competitiva dell’offerta italiana, andando oltre i cliché e valorizzando ciò che rende il nostro Paese unico: la qualità dell’accoglienza, la ricchezza dei territori, la diversità delle esperienze e la capacità di innovare mantenendo autenticità e identità.</p>
<p class="MsoNormal">A rappresentare l’Italia c’era un gruppo selezionato di realtà che raccontano, ciascuna a modo suo, la ricchezza e la diversità dell’offerta del nostro Paese. Dalle esperienze sartoriali di Authentic Puglia Tours alle meraviglie sotterranee delle Grotte di Castellana, passando per l’expertise venticinquennale di Master Explorer e per l’ospitalità d’eccellenza proposta da Palazzo di Varignana e Nordelaia, due esempi di come il benessere e la cura del dettaglio possano diventare leve identitarie. Accanto a loro, le proposte tailor made di Travel Before, specializzata in itinerari su Salerno e Costiera Amalfitana, l’ampia offerta di strutture alberghiere di Life Resorts, l’identità territoriale e produttiva de La Collina dei Ciliegi in Val Pantena e l’ospitalità contemporanea di Duomo18, un business club e location per eventi corporate unico nel suo genere. Un insieme eterogeneo, ma perfettamente complementare, capace di offrire ai buyer una panoramica su ciò che oggi rende l’Italia una destinazione desiderabile e in continua evoluzione.</p>
<p class="MsoNormal">Durante la serata, è emerso inoltre con forza come il segmento MICE in Polonia stia vivendo una fase di forte espansione, aprendo nuove opportunità soprattutto per i Paesi del Mediterraneo, Italia in testa. Le aziende polacche mostrano un interesse crescente per proposte capaci di unire qualità, accessibilità e autenticità, un orientamento che rende il mercato particolarmente promettente per l’offerta italiana.</p>
<p class="MsoNormal">Per Nicola Romanelli, Founder di Travel Hashtag Advisory, «La Polonia sta vivendo una fase di grande vitalità e lo vediamo chiaramente dall’attenzione che i buyer dedicano all’Italia. Non cercano solo le mete più note, ma desiderano scoprire luoghi, storie e proposte capaci di parlare a un viaggiatore curioso, esigente e attento alla qualità. È un mercato maturo, che vuole costruire relazioni solide con partner affidabili e che guarda al nostro Paese con un entusiasmo concreto.»</p>
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		<title>Il Ministro Gianmarco Mazzi si presenta agli assessori regionali al turismo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 16:17:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Gianmarco Mazzi]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="450" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Mazzi-assessori.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Mazzi-assessori.jpeg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Mazzi-assessori-300x180.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div>Una nota del Ministero del Turismo informa che il Ministro Gianmarco Mazzi oggi si è presentato agli assessori al turismo di tutte le regioni italiane. Durante l’incontro in videoconferenza, promosso per proseguire da subito il dialogo e la collaborazione tra MiTur e Regioni, spiega la nota, si è parlato del turismo alla luce della situazione [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="450" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Mazzi-assessori.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Mazzi-assessori.jpeg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Mazzi-assessori-300x180.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div><p>Una nota del Ministero del Turismo informa che il Ministro Gianmarco Mazzi oggi si è presentato agli assessori al turismo di tutte le regioni italiane.<br />
Durante l’incontro in videoconferenza, promosso per proseguire da subito il dialogo e la collaborazione tra MiTur e Regioni, spiega la nota, si è parlato del turismo alla luce della situazione internazionale e delle prospettive alla vigilia della stagione estiva.</p>
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		<title>Europa Palace Sanremo entra in SLH e Michelin Guide Hotels</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 16:06:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Europa Palace Sanremo]]></category>
		<category><![CDATA[Michelin Guide Hotels]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="495" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Europa-Palace-Sanremo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Europa-Palace-Sanremo-1.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Europa-Palace-Sanremo-1-300x198.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div>Europa Palace Sanremo annuncia il raggiungimento di due importanti traguardi nel panorama dell’ospitalità internazionale: l’ingresso nella prestigiosa collezione Small Luxury Hotels of the World (SLH) e l’inserimento nella Michelin Guide Hotels. Due riconoscimenti di rilievo che rafforzano il posizionamento dell’hotel cinque stelle come indirizzo di riferimento per il segmento upscale e luxury nella Riviera ligure, [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="495" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Europa-Palace-Sanremo-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Europa-Palace-Sanremo-1.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Europa-Palace-Sanremo-1-300x198.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div><p>Europa Palace Sanremo annuncia il raggiungimento di due importanti traguardi nel panorama dell’ospitalità internazionale: l’ingresso nella prestigiosa collezione Small Luxury Hotels of the World (SLH) e l’inserimento nella Michelin Guide Hotels.<br />
Due riconoscimenti di rilievo che rafforzano il posizionamento dell’hotel cinque stelle come indirizzo di riferimento per il segmento upscale e luxury nella Riviera ligure, confermandone l’appeal per il mercato internazionale e per il travel trade. L’affiliazione a SLH – network globale che riunisce oltre 500 hotel indipendenti di lusso nel mondo – attesta l’unicità dell’esperienza offerta dall’Europa Palace, basata su autenticità, design e servizio altamente personalizzato. Parallelamente, l’inclusione nella selezione Michelin Guide Hotels premia la qualità complessiva del soggiorno, riconoscendo le strutture capaci di distinguersi per carattere, eccellenza e identità.<br />
Riaperto nel 2025 dopo un importante intervento di riqualificazione, l’Europa Palace rappresenta oggi una nuova icona dell’ospitalità a Sanremo, coniugando il fascino storico di fine Ottocento a un progetto contemporaneo. Situato sul Lungomare Imperatrice, di fronte al celebre Casinò, l’hotel dispone di 70 camere, una proposta gastronomica articolata e legata al territorio, una spa di 400 mq e spazi pensati anche per eventi e incontri business. Elemento distintivo è l’offerta F&amp;B guidata dallo chef Alessandro Schiavon, che valorizza la tradizione ligure in chiave contemporanea attraverso format diversi, dal Rêve Bistrot alla terrazza panoramica The RUFtop.</p>
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		<title>Esperienze enoturistiche per 18 milioni di italiani, +25% in soli due anni</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 16:17:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Aite]]></category>
		<category><![CDATA[Ascovilo]]></category>
		<category><![CDATA[Enoturismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="748" height="459" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberta-Garibaldi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberta-Garibaldi.jpg 748w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberta-Garibaldi-300x184.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 748px) 100vw, 748px" /></div>L&#8217;enoturismo italiano entra in una nuova fase evolutiva, caratterizzata da una crescita significativa della domanda e da una profonda trasformazione dei comportamenti dei viaggiatori. Nel 2026 si stimano circa 18 milioni  di italiani coinvolti in esperienze legate al vino, in aumento di 4,5 milioni rispetto al 2024. I dati, presentati per Vinitaly da Roberta Garibaldi, presidente [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="748" height="459" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberta-Garibaldi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberta-Garibaldi.jpg 748w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/04/Roberta-Garibaldi-300x184.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 748px) 100vw, 748px" /></div><p>L&#8217;enoturismo italiano entra in una nuova fase evolutiva, caratterizzata da una crescita significativa della domanda e da una profonda trasformazione dei comportamenti dei viaggiatori. Nel 2026 si stimano circa 18 milioni  di italiani coinvolti in esperienze legate al vino, in aumento di 4,5 milioni rispetto al 2024.</p>
<p>I dati, presentati per Vinitaly da Roberta Garibaldi, presidente di Aite &#8211; Associazione Italiana Turismo Enogastronomico e  autrice dello studio realizzato in collaborazione con  Ascovilo &#8211; Associazione Consorzi del vino della Lombardia  riportano  al centro le esperienze nei luoghi di produzione: la partecipazione alle visite ai produttori (dalle cantine ai caseifici, dai frantoi ai pastifici) dei turisti italiani negli ultimi tre anni passata è dal 60% nel 2021 al 77% nel 2025, segnando un deciso rafforzamento dell&#8217;interesse verso il contatto diretto con i produttori.</p>
<p>L&#8217;analisi dei comportamenti dei turisti italiani restituisce un elemento particolarmente significativo: per la prima volta,  al primo posto tra le esperienze enoturistiche più  diffuse si colloca la visita a una cantina a conduzione familiare, seguita dall&#8217;acquisto di vini a prezzi vantaggiosi. Questo sorpasso indica una trasformazione rilevante della domanda, sempre più orientata alla relazione e all&#8217;incontro con le persone, anche in un contesto fortemente digitalizzato.</p>
<p>Accanto alle visite in cantina, emerge con forza l&#8217;interesse verso esperienze più complete e articolate. Crescono le degustazioni in cantina (+15 punti percentuale), con una domanda sempre più orientata all&#8217;abbinamento cibo-vino rispetto alla semplice degustazione. Parallelamente, si osserva una trasformazione nei comportamenti di fruizione: diminuito il numero di cantine visitate durante i viaggi enoturistici (3 o più nel 2026, -12% rispetto al 2024), la cantina diventa sempre più una tappa nel viaggio, indipendentemente dalla destinazione e motivazione principale, più che la meta esclusiva di una vacanza dedicata.</p>
<p>La dimensione umana emerge come fattore determinante anche nella fidelizzazione: tra le principali motivazioni per tornare a visitare una cantina già conosciuta, i turisti italiani indicano l&#8217;accoglienza e la professionalità del personale come elementi centrali, citati dal 68% dei visitatori. Accanto a questo, emergono due ulteriori driver strategici di visita: la facilità di prenotazione e organizzazione dell&#8217;esperienza, rilevante per il 66% dei turisti, e la possibilità di vivere proposte enoturistiche differenti rispetto alla visita precedente &#8211; indicata dal 64% dei turisti &#8211; che evidenzia come la semplificazione dei processi e la capacità di rinnovarsi rappresenta oggi i principali livelli di competitività per le imprese.</p>
<p>Allo stesso tempo, si affermano criteri di scelta coerenti sia per la destinazione enoturistica sia per la cantina da visitare: la bellezza del paesaggio rurale, il   rapporto qualità-prezzo e la prossimità geografica guidano le decisioni dei turisti in entrambi i casi. Quest&#8217;ultimo fattore, indicato dal 65% dei turisti nella scelta della destinazione e dal 63% per la cantina, apre opportunità significative per lo sviluppo di esperienze legate al vino di prossimità, capacità di intercettare non solo i flussi di pernottamento, ma anche il pubblico locale.</p>
<p>Parallelamente, si sta affermando una trasformazione strutturale del customer Journey, guidata dall&#8217;innovazione tecnologica. L&#8217;intelligenza artificiale emerge come uno degli strumenti destinati a ridefinire il modo in cui i turisti scoprono, scelgono e vivono le esperienze enoturistiche. L&#8217;interesse verso l&#8217;AI si concentra in particolare su alcune funzioni chiave: la personalizzazione delle esperienze sulla base delle preferenze dei turisti, il supporto a scelte più sostenibili e strumenti operativi come la traduzione dei contenuti e dei menu. I dati appena pubblicati da Phocuswright evidenziano come il cambiamento sia già in atto: il 56% dei turisti americani dichiara di aver trovato ispirazione di viaggio attraverso strumenti di intelligenza artificiale, a fronte di una disponibilità ancora limitata di competenze nel settore, con solo il 2,8% degli operatori turistici che possiede competenze specifiche in questo ambito.</p>
<p>&#8220;L&#8217;enoturismo si trova oggi al centro di una doppia trasformazione: da un lato cresce la domanda di autenticità, relazione e contatto umano; dall&#8217;altro l&#8217;intelligenza artificiale sta ridefinendo profondamente il customer Journey &#8211;   dichiara Roberta Garibaldi &#8211; Le imprese devono strutturarsi per rispondere a entrambe queste dinamiche, investendo in competenze, nella qualità dell&#8217;accoglienza e nella capacità di interpretare i nuovi bisogni dei visitatori&#8221;.</p>
<p>Sul fronte della spesa, emerge una domanda articolata per fasce di prezzo: il 36% dei turisti è orientato ad esperienze sotto i 20 euro, il 31% tra 21 e 40 euro, il 16% tra 41 e 60 euro, mentre il segmento premium oltre i 60 euro si attesta intorno al 18%. Diversa la percezione del valore per alcune esperienze più complesse come la vendemmia turistica, con solo il 14% dei turisti disposti a spendere tra i 40 ei 60 euro, segno di un potenziale ancora inespresso.</p>
<p>In questo scenario, l&#8217;enoturismo si conferma una leva strategica per lo sviluppo del turismo italiano,   con ampi margini di crescita legati alla valorizzazione delle esperienze, alla prossimità territoriale e all&#8217;integrazione tra innovazione tecnologica e dimensione umana. La sfida per i prossimi anni sarà accompagnare questa evoluzione con modelli di offerta e di governance capaci di intercettare una domanda sempre più sofisticata, consapevole e orientata alla qualità.</p>
<p>&#8220;Occorre però evitare, da parte delle cantine, la strategia dell&#8217;aumento dei prezzi delle esperienze, quando viene applicata senza offrire una compensazione qualitativa più che adeguata. Questa soluzione finirebbe per tradire la fiducia degli enoturisti, che già oggi richiede il prezzo elevato il principale limite alla visita ai luoghi di produzione del vino e del cibo (63%). L&#8217;accoglienza in cantina deve certamente rappresentare un business sostenibile per il comparto vitivinicolo e, al tempo stesso, costituire la pagina pubblicitaria più efficace dell&#8217;azienda verso il suo pubblico, che, se soddisfatto, diventa il suo miglior brand Ambassador” afferma Roberta Garibaldi.</p>
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		<title>Area Ligure Apuana, il lusso dell’autenticità tra mare e memoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Direttore]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 08:02:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Area Ligure Apuana]]></category>
		<category><![CDATA[Cinque Terre. Lunigiana]]></category>
		<category><![CDATA[La Spezia]]></category>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="562" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Vernazza-il-porto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Vernazza-il-porto.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Vernazza-il-porto-300x225.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Vernazza-il-porto-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div>C’è un punto preciso, in Italia, dove il paesaggio smette di essere sfondo e diventa racconto. È lì che il mare incontra la pietra, che i borghi custodiscono storie antiche e che il viaggio smette di essere consumo per trasformarsi in esperienza. È l’Area Ligure Apuana, una geografia emotiva prima ancora che territoriale, distesa tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="750" height="562" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Vernazza-il-porto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Vernazza-il-porto.jpg 750w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Vernazza-il-porto-300x225.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Vernazza-il-porto-86x64.jpg 86w" sizes="auto, (max-width: 750px) 100vw, 750px" /></div><p>C’è un punto preciso, in Italia, dove il paesaggio smette di essere sfondo e diventa racconto. È lì che il mare incontra la pietra, che i borghi custodiscono storie antiche e che il viaggio smette di essere consumo per trasformarsi in esperienza. È <strong>l’Area Ligure Apuana</strong>, una geografia emotiva prima ancora che territoriale, distesa tra <strong>La Spezia</strong>, le <strong>Cinque Terre</strong> e la <strong>Lunigiana</strong>, che oggi si propone al mondo con una consapevolezza nuova: essere una delle espressioni più autentiche del turismo esperienziale contemporaneo. A suggellarlo è stata Bitesp 2026, la Borsa Internazionale del Turismo Esperienziale, che proprio a La Spezia ha riunito operatori e buyer internazionali attorno a un’idea chiara: il futuro del viaggio non è più nella velocità, ma nella profondità, non più nel vedere ma nel vivere.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-112138 alignleft" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/La-Spezia-centro-storico-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/La-Spezia-centro-storico-225x300.jpg 225w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/La-Spezia-centro-storico-768x1024.jpg 768w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/La-Spezia-centro-storico-1152x1536.jpg 1152w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/La-Spezia-centro-storico-1536x2048.jpg 1536w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/La-Spezia-centro-storico-scaled.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px" /> Il viaggio comincia da <strong>La Spezia</strong>, città spesso attraversata e raramente compresa fino in fondo. Qui si stratificano storie di mare, industria e umanità: l’Arsenale Militare Marittimo ne racconta il ruolo strategico ottocentesco, mentre il Novecento industriale ne ha modellato il carattere moderno. Poi la guerra, i bombardamenti, la ricostruzione. Oggi tutto questo si riflette nei palazzi Liberty, nelle architetture più recenti, nei luoghi della memoria come il Rifugio Quintino Sella e nelle collezioni del Museo Lia. Ma La Spezia è anche la città della solidarietà, la “porta di Sion”, da cui partirono migliaia di ebrei verso una nuova vita: un dettaglio che non è solo storico, ma profondamente identitario.</p>
<p>Lasciata la costa, il paesaggio cambia senza strappi, quasi seguendo il ritmo del respiro. Si sale verso la Lunigiana e il tempo rallenta, si distende. A <strong>Fivizzano</strong>, la “Firenze della Lunigiana”, l’eleganza rinascimentale racconta un passato colto fatto di tipografie, scambi e legami con i Medici. Intorno, i castelli dei Malaspina dominano le valli come presenze silenziose, mentre le pievi romaniche emergono tra il verde, testimoni della Via Francigena e di un’antica centralità spirituale e commerciale. È un territorio che non si concede subito, ma che chiede tempo, e proprio in questo risiede il suo valore.</p>
<p>Qui anche il cibo segue la stessa logica: non spettacolo, ma racconto. I testaroli, tra le paste più antiche d’Italia, i panigacci cotti nei testi, la farina di castagne che profuma di bosco e memoria, insieme a salumi, miele ed erbe spontanee, costruiscono un linguaggio gastronomico essenziale e profondo. Ogni sapore è un incontro, ogni produttore un custode. E mentre il gusto radica, lo sguardo si riapre: tra un arco, un muretto o un giardino terrazzato, il mare torna a comparire, quasi inatteso.</p>
<p>A <strong>Riccò del Golfo</strong> si percepisce il passaggio tra entroterra e costa, un luogo di equilibrio fatto di silenzi e sentieri che invitano a rallentare. Poi il paesaggio si apre sul Golfo dei Poeti e tutto sembra sospeso tra realtà e immaginazione. A <strong>Lerici </strong>il castello domina il mare e le suggestioni romantiche di Byron e Shelley sono ancora presenti tra carruggi e scorci luminosi; a <strong>Portovenere</strong> la chiesa di San Pietro si protende sull’acqua come un gesto definitivo, mentre la Grotta di Byron custodisce un dialogo eterno tra uomo e natura.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-112137 alignright" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Portovenere-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Portovenere-300x225.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Portovenere-86x64.jpg 86w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Portovenere.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>E poi arrivano le <strong>Cinque Terre</strong>, che non si raccontano davvero: si vivono. <strong>Monterosso</strong> ha il profumo del sale e delle acciughe, <strong>Riomaggiore</strong> quello di un equilibrio impossibile e perfetto, con le sue case che sembrano scivolare verso il mare. I terrazzamenti sostenuti da muretti a secco raccontano una storia di fatica e ingegno collettivo, un’architettura del paesaggio che è insieme necessità e bellezza. Qui uomo e natura non si oppongono, ma collaborano, mentre sotto la superficie <strong>l’Area Marina Protetta</strong> custodisce un ecosistema fragile che richiede rispetto.</p>
<p>In questo viaggio il gusto accompagna ogni passo: le acciughe di Monterosso, i muscoli del Golfo della Spezia, le olive taggiasche, i limoni e il pesto raccontano una cucina che è identità prima ancora che tradizione. I vini e i vitigni – Vermentino, Bosco, Albarola – parlano di verticalità, di filari eroici e di pazienza. E poi lo Sciacchetrà, raro e prezioso, nato dall’attesa e capace di restituirla in ogni sorso, con le sue note di miele, frutta secca e agrumi. Degustarlo al tramonto, significa fermare il tempo, ascoltare il territorio senza parole.<img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-112142 alignleft" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Monterosso-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Monterosso-300x225.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Monterosso-86x64.jpg 86w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2026/03/Monterosso.jpg 750w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>A chiudere il percorso c’è <strong>Levanto</strong>, discreta, quasi defilata, ma proprio per questo capace di offrire un equilibrio raro tra autenticità e accoglienza, tra quotidianità e bellezza. È qui che il viaggio sembra trovare una sua misura, senza bisogno di eccessi.</p>
<p>Forse è proprio questo il senso profondo dell’<strong>Area Ligure Apuana</strong>: non una somma di destinazioni, ma un sistema vivo, un racconto continuo in cui ogni luogo contribuisce a un’esperienza più ampia. Bitesp 2026 ha acceso i riflettori su questo territorio, ma ciò che resta va oltre l’evento: la consapevolezza che qui il viaggio non è solo movimento, ma trasformazione. Un invito a rallentare, ad ascoltare, a lasciarsi sorprendere e, soprattutto, a tornare.</p>
<p>r.m.</p>
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		<title>Federalberghi Capri su DMO: strumento necessario per competere sul mercato turistico</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 06:57:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="800" height="500" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/10/capri-faraglioni-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/10/capri-faraglioni-2.jpg 800w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/10/capri-faraglioni-2-300x188.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/10/capri-faraglioni-2-768x480.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div>&#8220;Dobbiamo dirlo con estrema franchezza: l’eccellenza di Capri non può più basarsi sulla sola fama. Il nostro fascino non è uno scudo eterno se non viene sorretto da modelli di governo del territorio profondamente innovativi. Con l’istituzione della DMO, l’isola compie finalmente quel salto di qualità necessario per competere in un mercato turistico globale in [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom:20px;"><img width="800" height="500" src="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/10/capri-faraglioni-2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" decoding="async" loading="lazy" srcset="https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/10/capri-faraglioni-2.jpg 800w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/10/capri-faraglioni-2-300x188.jpg 300w, https://ilgiornaledelturismo.com/wp-content/uploads/2019/10/capri-faraglioni-2-768x480.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px" /></div><p>&#8220;Dobbiamo dirlo con estrema franchezza: l’eccellenza di Capri non può più basarsi sulla sola fama. Il nostro fascino non è uno scudo eterno se non viene sorretto da modelli di governo del territorio profondamente innovativi. Con l’istituzione della DMO, l’isola compie finalmente quel salto di qualità necessario per competere in un mercato turistico globale in costante ed estrema evoluzione”.</p>
<p>Lo dichiara il presidente di Federalberghi Isola mdi Capri, Lorenzo Coppola, partecipando al dibattito sulla creazione del nuovo strumento che dovrà intervenire nella gestione e nella promozione dell’Isola Azzurra, attraverso il coordinamento di soggetti pubblici e privati.</p>
<p>“Questo nuovo approccio – prosegue Coppola &#8211; significa, prima di tutto, voler condividere gli obiettivi e le necessità di tutti. Dobbiamo lasciarci alle spalle l&#8217;epoca della frammentazione, quando il territorio si muoveva in troppe direzioni diverse tra Regione e vari livelli comunali. Quella disarticolazione, che solo pochi anni fa ci ha visto rispondere alle sfide globali con visioni isolate, è un capitolo chiuso: oggi ogni comparto e ogni istituzione devono trovarsi uniti in un&#8217;unica strategia che armonizzi le urgenze del settore con le priorità del territorio”.</p>
<p>“Il turista che sbarca a Marina Grande – continua il Presidente di Federalberghi &#8211; non percepisce, e non deve percepire, i confini amministrativi. Egli vive un’esperienza unica, che è il risultato armonico formato dai singoli comparti dell’intero prodotto turistico. Dalla logistica all’accoglienza, ogni tassello deve far parte di una visione unitaria. In questo scenario, un approccio sistemico è l’unico modo per evitare che le logiche del mercato si impongano prepotentemente sulle esigenze del nostro territorio. Senza una regia unica, Capri rischia di essere sottoposta alle dinamiche dal mercato invece di essere lei a governarlo.<br />
Creare una DMO significa, finalmente, voler programmare gli eventi e non più limitarsi a subirli passivamente. Significa decidere noi cosa accade sull’isola e come questo impatta sulla nostra comunità, puntando con decisione sulla valorizzazione del lavoro stagionale, che resta il cuore pulsante della nostra ospitalità”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“Tutto questo ha un fine ultimo: far sì che il turismo sia una valorizzazione reale del territorio e una ricchezza preziosa per le generazioni future. Abbiamo il dovere di consegnare a chi verrà dopo di noi un’isola che non sia stata consumata dal suo successo, ma preservata e governata con lungimiranza.<br />
Il prossimo passo, affinché questo sia veramente l’inizio di una governance condivisa, è coinvolgere attivamente tutte le realtà rappresentative dell’isola. La DMO deve essere una casa comune, aperta al contributo di ogni forza produttiva e sociale che vive e ama Capri. Questa è un’occasione storica che non possiamo permetterci di sprecare”.</p>
<p>In questo percorso Coppola ringrazia in particolare l&#8217;Assessore Regionale Enzo Maraio, con il quale fin da subito sono state condivise visione, strategie e approcci. “La nostra speranza è che quanto realizzato a Capri faccia da stimolo alle altre realtà della Campania, perché l&#8217;obiettivo finale resta la valorizzazione dell&#8217;immensa offerta turistica della nostra regione. Valorizzare un prodotto unitario è la soluzione più intelligente sia per le destinazioni mature che combattono con l&#8217;overtourism lavorando solo pochi mesi l&#8217;anno, sia per le tante aree interne che faticano a far emergere il proprio potenziale.<br />
Attraverso la firma dell’accordo per l’istituzione della DMO, stiamo riscattando la nostra capacità di visione per smettere di rincorrere il domani e iniziare, finalmente, a scriverlo. Capri non è solo un’eredità ricevuta da chi ci ha preceduto, ma un prestito chiesto alle generazioni future: abbiamo il dovere di valorizzarla al meglio”.</p>
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